A partire da: € 2215 volo escluso

Durata: 6 giorni

Date di partenza su richiesta

Arusha: Mount Meru Hotel
Lake Manyara National Park: Acacia Farm House
Serengeti National Park: Serengeti Kati Kati
Ngorongoro: Oldeani Lodge

– 5 notti negli hotel/lodge indicati con prima colazione
– Pensione completa dal 2° al 5° giorno
– Trasferimenti
– Safari ed ingressi nei parchi indicati

– Voli intercontinentali
– Bevande ai pasti
– Visto d’ingresso
– Extra personali
– Tutto quanto non menzionato ne “la quota comprende”

Itinerario

Arrivo all’aeroporto del Kilimanjaro, incontro con la guida e trasferimento in hotel. Tempo a disposizione a seconda dell’orario di arrivo del volo. Pernottamento.

In mattinata, tempo a dispozione per rilassarsi. Dopo il pranzo in hotel, partenza verso il Lake Manyara National Park. Arrivo al parco e primo safari del tour. In seguito, trasferimento al lodge per la cena e il pernottamento.
Il lago Manyara è un lago d’acqua alcalina situato nella parte settentrionale della Tanzania, 100 a sud-ovest di Arusha, ai piedi dell’Escarpment occidentale della Great Rift Valley. È lungo circa 50 km e largo 16 km, con una superficie complessiva di circa 230 kmq. Il lago e una parte del territorio circostante formano l’area naturale protetta del Lake Manyara National Park. Il lago e la zona circostante, inclusa nel parco nazionale, costituiscono un ecosistema rinomato per la ricchezza di specie vegetali e animali. La vegetazione è molto varia, con zone di foresta primaria, foresta a galleria e savana, oltre alla vegetazione lacustre. La fauna comprende numerosi elefanti, babbuini, gnu, zebre, giraffe, ippopotami e altre specie. L’abbondanza di avifauna rende il lago un vero paradiso per il bird watching. Particolarmente noti sono i leoni del Manyara, che hanno in questa zona l’abitudine di arrampicarsi sugli alberi (comportamento che si osserva molto raramente altrove), e i grandi stormi di fenicotteri rosa.

Dopo la colazione, partenza per il Serengeti National Park. Arrivo al lodge e pranzo. A seguire, safari nel Serengeti prima di cena. Pernottamento.
Serengeti, che in lingua masai significa “terra arida ed estesa”, è senza dubbio uno dei parchi più grandiosi e straordinari d’Africa. Con i suoi 14.766 km quadrati (poco meno della superficie della Campania) ad un’altitudine fra i 1000 e i 2000 mt è grande otto volte la vicina Riserva di Masai-Mara in Kenya. Protetto sin dal 1929, periodo in cui i cacciatori sportivi potevano spadroneggiare, fu dichiarato parco nazionale nel 1951 ed insieme al Ngorongoro, è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO e riserva internazionale della biosfera. Sulle sue sconfinate pianure si rinnova continuamente uno dei cicli naturali più imponenti della terra: la transumanza degli animali. Decine di migliaia di animali ungulati, guidati dai primordiali ritmi della sopravvivenza, si spostano continuamente alla ricerca di pascoli freschi. I più numerosi sono gli gnu, con oltre un milione di esemplari, che offrono uno degli spettacoli più sbalorditivi della natura. L’incessante movimento si muove in senso quasi orario e si concentra nel parco nel periodo tra aprile e giugno, verso la fine delle piogge lunghe, prima di lasciare le aride pianure del Serengeti per spostarsi verso nord, nei pascoli freschi ed umidi del Masai Mara Game Reserve in Kenya dove arriva circa in luglio/agosto. Tra questi mesi e ottobre il grosso della transumanza è concentrato nel Masai Mara. Tra la fine di ottobre ed i primi di novembre, i pascoli del Masai Mara sono quasi esauriti e la transumanza riprende in direzione del Serengeti settentrionale ed orientale, seguendo l’erba fresca portata dalla piogge brevi. Da dicembre a marzo, la migrazione si ferma sui pascoli delle pianure del Serengeti e nella parte occidentale del Ngorongoro, dove rimane sino all’arrivo delle piogge grosse. Gli gnu approfittano di questa lunga pausa per partorire e mettono alla luce quasi mezzo milione di nuovi nati ogni anno. Ad aprile il ciclo riprende nuovamente. Il Serengeti è anche famoso per i suoi numerosi predatori, che prosperano grazie alla presenza massiccia di animali durante la transumanza, in particolare leoni, ghepardi, leopardi, iene maculate e sciacalli. Ci sono anche zebre, giraffe, gazzelle Thompson e Grant, antilopi, impala, facoceri ed una grande varietà di uccelli tra cui gli avvoltoi di cui si trovano ben sei specie. Il parco merita di essere visitato in qualsiasi periodo dell’anno; il periodo più arido va da giugno a ottobre e da metà dicembre a gennaio / primi di febbraio. Le intermittenti piogge brevi cadono tra novembre e dicembre, mentre le piogge lunghe vanno da febbraio / marzo alla fine di maggio. La transumanza più massiccia passa dal Serengeti tra dicembre e luglio.

Intera giornata trascorso nel parco con safari di prima mattina e nel pomeriggio. Al termine rientro al lodge per la cena ed il pernottamento.

Dopo la colazione, partenza per il Cratere di Ngorongoro e, all’arrivo, safari con pranzo al sacco. Nel pomeriggio trasferimento al lodge per la cena ed il pernottamento.
Il celeberrimo Cratere di Ngorongoro è soltanto una parte di un’area molto più vasta di ecosistemi correlati tra loro che comprende gli Altopiani del Cratere, ampie distese di pianure, praterie, boscaglia e foresta. L’intera Ngorongoro Conservation Area, dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità e classificata Riserva Internazionale della biosfera, occupa una superficie di circa 8.300 kmq. Vicino al suo centro si trova la Gola di Olduvai, dove sono stati rinvenuti interessanti fossili; mentre ad ovest si estendono i laghi alcalini di Ndutu (che in realtà è già nel Serengeti) e di Masek che sono degli ottimi punti di osservazione degli animali nel periodo tra dicembre ed aprile, quando sono praticamente invasi dagli gnu a seguito della famosa transumanza. Ad est dell’area protetta sorgono una serie di crateri e di vulcani per la maggior parte inattivi e ancora più ad est, si trova il misterioso sito archeologico di Engaruka. Lungo il confine meridionale vi è il Lago Eyasi, uno dei laghi salati della Rift Valley, mentre a nord-est troviamo l’alcalino Lago Natron. All’interno di questo vero giardino dell’Eden, il famoso cratere a 2.300 mt di altitudine, è un gioiello di incomparabile bellezza. Si tratta di una vera caldera, un vasto cratere formatosi a seguito dell’esplosione del camino di un vulcano, ostruito dalla lava. Al suo interno accoglie diversi tipi di paesaggi (steppe erbose, ruscelli, laghi, piccole foreste e alture) ed è l’habitat ideale per migliaia di animali tra cui leoni, elefanti, bufali, gnu, gazzelle di Thompson, zebre e antilopi. La zona offre buone possibilità di avvistare i “big five” (i cinque grandi mammiferi, ovvero: leone, elefante, leopardo, rinoceronte e bufalo) nonchè il raro rinoceronte nero e numerosi uccelli. Gli animali e gli uccelli dividono lo spazio con la popolazione masai, una delle tribù più pittoresche della Tanzania, gruppo di pastori nomadi che ancor oggi vivono secondo usi e costumi di secoli fa.

Dopo la colazione, ritorno ad Arusha e trasferimento all’aeroporto per l’imbarco sul volo prescelto.

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